Boom della green economy

una soluzione alla crisi?

L’ambiente e la produzione,nella società industriale passata,non erano in equilibrio. Proprio per questo motivo si è cercato di introdurre nell’industria moderna la green economy.

L’economia verde viene definita un modello teorico di sviluppo economico. Essa,nella produzione, non prende in considerazione solo i benefici, ma anche l’impatto ambientale e dunque i potenziali danni nel paesaggio. Questi possono essere gravi a tal punto da ripercuotersi sul PIL facendolo diminuire. L’economia verde permette,invece,di trovare una soluzione con le misure economiche,legislative,tecnologiche e di educazione pubblica, di garantire sviluppo ed allo stesso tempo di ridurre il consumo di energia, di risorse naturali e danni ambientali promuovendo uno sviluppo sostenibile.

Chi ha già scelto la green economy ne riscontra molti aspetti positivi. Un esempio è Paride Raspadori, che prima ha lavorato nell’ambito pubblicitario e poi,invece, ha deciso di diventare un green manager.

Il primo obiettivo di questa nuova figura è il contenimento dei danni all’ambiente ,la riduzione degli sprechi e dei costi. È stato per lui molto difficile convincere i dipendenti dell’affidabilità dei cambiamenti apportati e da apportare. E non è nemmeno così semplice chiedere agli imprenditori di lasciare il comando delle loro aziende ad un green manager. Invece all’estero la cosa è vissuta meglio e proprio perché si affidano a questo tipo di economia le cose riescono ad andare meglio, anche se a loro svantaggio hanno il marchio“Made in China”. Al contrario, gli italiani dalla loro parte hanno il“Made in Italy”, da sempre considerato un marchio che conferisce garanzia al prodotto. Sarebbe ancora meglio, però, avere un marchio dal nome“Made in Italy green”,dato che ciò contribuirebbe ad uscire dalla crisi.

Questa green economy come si pone nei confronti del lavoro e della carriera? In base a statistiche, dopo solo 6 mesi dalla fine degli studi l’80% degli studenti con una laurea in materia ambientale trovano un’occupazione inerente agli studi fatti ed il più delle volte di alto profilo.

Un’altra statistica ha portato ad affermare che circa il 58% degli occupati ha raggiunto l’obiettivo di far coincidere il proprio percorso di studi con le aspirazioni professionali. È anche grazie a tutto ciò che cresce l’offerta formativa legata all’ambiente. Il Green Jobs valorizza molto il lavoro femminile e fa migliorare anche la posizione occupata: il 57,8% delle donne contro il 35,3% degli uomini ricopre posizioni di livello medio-alto di tipo impiegatizio.

Grazie ai positivi risultati ottenuti,si diffondono sempre di più imprese edilizie che hanno come obiettivo la sostenibilità ambientale degli edifici. In questo modo si ottengono sempre più imprese che cercano di riciclare vecchi prodotti per crearne di nuovi e salvaguardando l’ambiente.

Per portare un esempio dell’aumento delle imprese che si avvalgono della green economy,possiamo fare riferimento ad un nuovo metodo adottato dall’Olanda: riciclare vecchi rottami di biciclette e farne luccicanti accessori d’abbigliamento o lampade e lampadari dal design accattivante.

La green economy potrà,dunque,essere una soluzione per la crisi che stiamo vivendo e per il futuro? Quel che è certo è che sta facendo passi da gigante e che fin’ora i risultati ottenuti portano solo a delle aspettative positive.

di Alice Zilio

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