Circa il 2 % della popolazione mondiale, vive la propria quotidianità isolata all'interno di un universo molto particolare.

Il cervello di queste persone è caratterizzato da un eccesso di connessioni neuronali, questo eccesso di connessioni fa complicare in maniera eccessiva la gestione degli stimoli che li circondano.

Immaginiamo per un attimo che il cervello di un autistico sia una casa con tante stanze, ogni stanza è piena di rumori assordanti, e non solo, ma nella stanza si vengono a sovrapporre i rumori provenienti dalle stanze adiacenti .

Questo eccesso di sovrapposizioni di rumori genera in queste persone specifiche reazioni ma soprattutto difficilmente incontreremo persone che hanno le stesse reazioni pur essendo nelle stesse condizioni .


Nel 2014 è stato condotto uno studio estremamente rilevante alla Columbia University. I dati dello stesso sono stati pubblicati sulla rivista Neuron e ci spiegano due aspetti molto interessanti e promettenti.

· Il primo si riferisce a quella particolarità del cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico già menzionata, ovvero la presenza di un eccesso di sinapsi o connessioni tra cellule neurali.

· Il secondo ha a che fare con un trattamento sperimentale che potrebbe regolare questa iperconnettività, questa singolare alterazione cerebrale che avviene prima dei 3 anni di vita.

Non possiamo ignorare che oltre a questa singolarità sinaptica, esistono anche altri problemi associati, come le alterazioni nella comunicazione tra le diverse aree cerebrali.

Dallo stadio embrionale fino ai 2 anni circa, avviene un processo incredibile nel nostro cervello: la sinaptogenesi. In questa fase vengono create fino a 40.000 nuove sinapsi al secondo.

In questo periodo i bambini presentano più neuroni del necessario. Man mano che il cervello si specializza, le connessioni più utili si mielinizzano, mentre il resto viene eliminato.

Questa potatura sinaptica si verifica soprattutto nella corteccia cerebrale. In questo modo, i processi che regolano le funzioni esecutive come il pensiero, l’analisi, la riflessione e l’attenzione, vengono rafforzati e specializzati.

Quando si raggiunge l’adolescenza, la potatura elimina quasi la metà di queste sinapsi corticali.


Il corpo calloso e la comunicazione cerebrale


Il cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico presenta un altro problema particolarmente evidente. In questo caso, parliamo del corpo calloso, struttura chiave per la comunicazione tra le diverse aree cerebrali.

Lynn Paul, ricercatore del California Institute of Technology, osserva che esistono diverse alterazioni nel corpo calloso dei bambini con autismo. Ciò implica problemi nelle interazioni sociali quotidiane, difficoltà a organizzare diversi tipi di informazioni, interpretare male le cose e avere un approccio mentale più rigido.

Eterogeneità


Studi come quello condotto all’Università di Medicina di Yonsei, a Seoul, indicano che le osservazioni attraverso la neuroimaging sono estremamente eterogenee. È chiaro che il cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico presentano significative anomalie strutturali e funzionali. Tuttavia, difficilmente possono esistere due cervelli identici.

Questo indica che ogni bambino mostrerà un comportamento, dei deficit e delle peculiarità all’interno del proprio spettro autistico.

Esistono anche basi genetiche che influenzano i circuiti neurali e il modo in cui le aree cerebrali comunicano. In questo senso, avremo bambini con un potenziale intellettivo maggiore e altri con problemi più seri da gestire, inclusi i processi comunicativi.


Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il cervello dei bambini con disturbo dello spettro autistico mostra delle alterazioni relative all’elaborazione degli stimoli sociali ed emotivi.


Questo non significa che non provino emozioni, al contrario. Ne sentono il bisogno e hanno altrettanto bisogno di sentirsi amati, supportati e apprezzati. Tuttavia, non sanno come reagire a tali stimoli.